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La tragedia dell’uomo di qualità: il crocifisso

Tempo di lettura stimato: 3 minuti

Nell’articolo precedente abbiamo ragionato sulla tragedia dell’uomo di qualità. Ora è il momento di dare uno sguardo all’opera prodotta partendo da questi ragionamenti.

Nel caso in cui non tu l’abbia letto, ti consiglio di recuperare l’articolo precedente. Puoi farlo cliccando direttamente qui.

Puoi guardare il video qui sotto, oppure utilizzare il resoconto scritto con i punti principali del ragionamento.

  1. Erano più di due anni che non dipingevo qualcosa di figurativo. Avevo relegato la mia produzione figurativa all’interno della digital art. Non per una scelta ideologica, quanto perché l’astratto in digitale mi ha sempre lasciato una enorme sensazione di vuoto.
  2. Per esprimere la tragedia dell’essere umano di cui parlo nell’articolo precedente, ho utilizzato una figura classica: Il Crocifisso.
    Questo per due motivi fondamentali:
    • Cristo crocifisso fa parte di un topos ben specifico che rimanda alla virtù punita. Credo siano ascrivibili all’interno di questo topos anche le figure di Laocoonte e Socrate.
    • Come spiegato nell’articolo precedente, le riflessioni intorno alla tragedia dell’essere umano sono partite dalla morte di Ratzinger, quindi l’orizzonte generale è di stampo cristiano.
  3. Ho, perciò, utilizzato i miei gesti informali, per creare un movimento tendente verso il basso all’interno della struttura dell’opera.

4. Il movimento del Cristo che tende verso il basso rappresenta la pressione sociale che deve subire l’uomo di qualità all’interno del proprio contesto di riferimento.

5. Non è soltanto il sangue, infatti, a sgorgare verso il basso. È tutta la figura ad essere protesa, quasi sospinta, verso l’angolo in basso a sinistra.

6. La Crocifissione, così, diventa simbolo della dolorosa sorte di chiunque voglia evitare di scendere a troppi compromessi fino a tradire la propria natura.

7. Da un lato, perciò, la crocifissione è simbolo di violenza, di tortura e morte. Dall’altro, invece, rappresenta la forza d’animo e il coraggio di chi, nonostante le difficoltà, ha deciso di rimanere saldo sulla propria strada.

8. Va specificato che non si tratta di una visione elitaria che divide il mondo in migliori e peggiori. Deve essere chiaro che ognuno può diventare un essere umano di qualità attraverso il lavoro su se stesso.

9. L’opera, inoltre, prende spunto da un altro Crocifisso, quello del maestro Italo Bolano. (Puoi trovarlo qui, sul sito ufficiale dell’artista)

10. La croce nella mia opera, in conclusione, sintetizza due forze contrarie. Per quanto sia tragica e violenta, è anche ciò che permette al Cristo di rimanere in alto.

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La tragedia dell’uomo di qualità: la morte che ispira

Tempo di lettura: 3 minuti

Lo scorso 31 dicembre è venuto a mancare uno dei grandi protagonisti della contemporaneità: Joseph Ratzinger.

È successo proprio l’ultimo dell’anno, qualche ora prima dei festeggiamenti di capodanno. La notizia ha colto tutti impreparati, sia credenti che laici.

In questo articolo troverai una serie di meditazioni che mi hanno accompagnato verso la realizzazione di un’opera a proposito della tragedia dell’uomo di qualità.

Opera che, a sua volta, ha ispirato un’intera serie di altri lavori.

Puoi guardare il video qui sotto, oppure utilizzare il resoconto scritto con i punti principali del ragionamento.

  1. Per tutta una serie di pregiudizi, devo ammettere di non avere considerato in maniera troppo approfondita la figura di Ratzinger. Ma quando ho saputo della sua morte, ho subito sentito una sensazione indefinibile. Che mi ha accompagnato per qualche giorno.
  2. Ho recuperato qualche suo scritto e anche dei suoi interventi li ho trovati molti confortanti. Per un aspetto molto specifico a cui arriverò tra poco.
  3. Mi sembra che Ratzinger sia caduto vittima di una grande fraintendimento, che non ha permesso alla maggioranza della popolazione di coglierne la natura rivoluzionaria. Fraintendimento che ben rappresenta la tragedia dell’uomo di qualità.
  4. Se date uno sguardo a questo video, capirete senza mezzi termini quanto fosse rivoluzionario. E il video è quanto mai calzante, perché si presta, a sua volta, a fraintendimenti. Considerato che il titolo è: Card. Ratzinger: “La Chiesa non è una democrazia”.
  5. Un titolo simile può far pensare che Ratzinger abbia proposto una tesi iper-conservatrice, invece la situazione è completamente opposta. Ratzinger crede che la Chiesa non sia una democrazia e che proprio per questo abbia tanto da migliorare.
    • Per quanto riguarda gli argomenti specifici del video, vi lascio al link di rifermento. Sono temi molto complessi che non mi interessa sviluppare in questo luogo.
  6. Arrivo, invece, al nocciolo della questione:
    Data la situazione culturale del nostro paese, è ormai prassi che le posizioni di potere vengano ricoperte da gente non troppo qualificata (purtroppo).
  7. Ecco perché riscoprire la figura di Ratzinger è stato sorprendente. Mi ha dato un po’ di speranza. Ovvero: è ancora possibile che una persona colta e posata possa ricoprire dei ruoli di estrema responsabilità.
  8. Nonostante queste eccezioni, però, le persone di qualità non hanno di certo una vita semplice. Si trovano sempre nella necessità di scendere a compromessi, in modo tale da accontentare il contesto generale.
  9. Da questo punto di vista Ratzinger è stato stupefacente. Da Papa, quando un ragazzino gli poneva delle domande, rispondeva con argomenti complessi. Magari citando Anselmo d’Aosta o S. Agostino. Quasi a voler abituare il proprio interlocutore a un livello alto.
  10. È stato un sapiente capace di non abbassare il proprio il livello, senza per questo peccare di superbia.
  11. Ecco perché la sua morte mi ha fatto pensare a una delle grande tragedie del contesto contemporaneo: la tragedia dell’uomo di qualità. (Una tragedia che trascende i limiti del contemporaneo, ma che all’interno di questo contesto assume i suoi connotati ben specifici).

Se ti interessa sapere quale sia l’opera prodotta a partire da queste riflessioni puoi continuare qui

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