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Espressione artistica

Artisti o simulatori? Educarsi all’emozione

Tempo stimato di lettura: 4 minuti

Il confine tra artisti e simulatori sembra molto labile.

Perché soprattutto oggi diventa importante educarsi alla vita emozionale?

Perché si ha sempre più spesso la sensazione che molti siano considerati artisti senza un vero e proprio merito in ambito artistico?

In questo articolo troverai una riflessione che parte da alcune categorie elaborate da Erich Fromm all’interno di Avere o Essere?.

Puoi guardare il video qui sotto, oppure utilizzare il resoconto scritto con i punti principali del ragionamento.

  1. Fromm evidenzia lungo tutte le sue opere come il contesto capitalistico contemporaneo tenda a conformare il carattere dei singoli individui.
    Il risultato di questo conformismo è quello che lui definisce carattere mercantile.
  2. Il carattere mercantile non permette alle persone di sviluppare un vero e proprio io. O meglio: il carattere mercantile ha bisogno di un io smisurato ed egoistico, colmo di avidità, però deve sempre rispondere alle richieste del mercato. Quindi l’io di queste persone deve essere sempre in continuo mutamento, senza mai una meta fissa.
    L’identità di questi individui deve adeguarsi al principio: “io sono come voi mi desiderate“.
  3. Questa tipologia di individuo, tende a razionalizzare ogni cosa, senza mai essere profondamente sincero. Sono persone prive di qualsiasi meta che non sia quell’agire fine a se stesso e del guadagno. E non comprendono il senso di un gesto disinteressato.
  4. Quando gli si chiede il perché del loro continuo movimento, tendono a rispondere con razionalizzazioni poco sincere e profonde, come “allo scopo di creare altri posti di lavoro”, oppure “per fare in modo che l’azienda prosperi”.

  5. Dimostrano, inoltre, di non avere alcun tipo di interesse per questioni spirituali o religiose. Dispongono soltanto del loro enorme io, in continuo mutamento. In definitiva, sono persone prive di una vera e propria identità.
  6. Analizziamo il passo seguente:

La supremazia dell’attività mentale cerebrale, manipolatoria, va di pari passo con un’atrofia della vita emozionale. Dal momento che questa non viene coltivata né se ne ha bisogno, ma costituisce piuttosto un ostacolo al funzionamento ottimale, essa è rimasta sottosviluppata, non è mai riuscita a raggiungere un livello di maturità superiore a quella infantile. Ne deriva che i caratteri mercantili sono particolarmente ingenui per quanto attiene ai problemi emozionali; può accadere che si sentano attratti da «individui emozionali» ma, a causa della loro ingenuità, ben di rado sono in grado di giudicare se costoro sono ingenuamente tali o non piuttosto dei simulatori; e questo può servire a spiegare perché tanti simulatori riescono ad aver successo in campo spirituale o religioso, come pure perché uomini politici che fingono forti emozioni esercitino una potente attrazione sul carattere mercantile, e perché questo a sua volta non sia in grado di operare una discriminazione tra una persona genuinamente religiosa e il prodotto delle pubbliche relazioni che simula robuste emozioni religiose.

Erich Fromm, Avere o essere?

7. Questo passo ci offre delle categorie interessanti per analizzare alcuni aspetti della realtà:

  • Com’è possibile che molti “simulatori” vengano considerati artisti?
  • Quanto siamo influenzati noi stessi dal carattere mercantile?

8. Artisti o simulatori?
Nel contesto contemporaneo a molti individui basta mascherarsi da “individui emozionali”. Non è un caso, infatti, che molto spesso chi viene considerato artista, anche a livello globale, tenda ad indossare abiti stravaganti (che ovviamente si conformano sotto lo stesso modello). Rafforzando ancora più l’idea che non si tratti tanto di essere artisti, quando di mascherarsi da tali.

9. Sorge, però, un dubbio: non è che anche noi che crediamo di essere dei veri artisti, in realtà siamo così tanto influenzati dal contesto in cui viviamo da conformarci al carattere mercantile di cui parla Fromm?

10. È lo stesso Fromm a spiegarci che una caratteristica del carattere mercantile sia quella di credersi unico, originale, senza padroni. Quando, nella pratica, diventa un consumatore iper-prevedibile che agisce soprattutto in base alle richieste del contesto.

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